• La cupola del Bundestag: non fatta. Gratuita ma previa prenotazione informatica almeno 3 gg prima: troppa organizzazione per i nostri gusti.
• La porta di Brandeburgo: visitata con caduti al seguito. Viene riportato un ferito non ben identificato, il Dott. nega ogni responsabilità.
• Alexanderplatz: vista e ripiegato sulla fontana di Tritone
• Fontana di Tritone: vista. Il dott. si è inchinato al Dio di competenza, dico solo che era il 12. Anche in questo caso il dott. nega responsabilità o nesso tra la sua preghiera e l’isola del Giglio.
• Muro dell’east side gallery: visitato. Sottolineo che abbiamo anche avuto l’onore di poter vedere un’altra opera d’arte e per la precisione si trattava di una fumante versione di “merda d’artista”. Vi spiego. Dopo aver visitato il muro ci siamo incamminati verso la fermata della metro ed entrambi abbiamo notato un signore con due borse della spesa al seguito che si dirigeva verso un cartellone pubblicitario. Lo vediamo appoggiare le borse, portare le mani alla patta. Dott: “girati di là che quello piscia” Nemmeno il tempo di finire che “l’artista metropolitano” in una sola mossa aveva tirato giù pantaloni e mutande e così, in pubblico, senza tante storie… beh.. il resto lo lascio alla vostra immaginazione. Poco importa che a 1 minuto di distanza a piedi avrebbe potuto trovare uno dei pulitissimi bagni pubblici di Berlino (di cui parlerò nei prossimi post). Qui sotto vi ho messo la foto della fermata della metro di riferimento.
• Checkpoint charlie: Visto e allego la foto in cui mi appresto a fare il check.
Così sono arrivate le 21.00. La scelta del ristorante è caduta sul Cancun: un ristorante messicano con musica a tema in cui si è conclusa la serata. Insomma tra un Ricky Martin, una Rihanna degli albori, il meneito, la macarena e il Bacia il frocio ci siamo ubriacati. Aspettate, ubriacati di cibo. Infatti, dopo una prima importante portata a base di pesce ci siamo detti “beh è solo pesce:cena leggera. Spariamoci anche un dolce” scelta che ci si è ritorta contro dato che non solo abbiamo dovuto prendere un digestivo ma ci siamo ritrovati a ridere come due stupidi. Non so se ci abbiano drogati a nostra insaputa o se invece eravamo solo in eccesso di glucosio…Mah.
Comunque bisogna fare un’altra precisazione. Forse vi chiederete che canzone sia il Bacia il Frocio, bene. Il bacia il frocio è una canzone che era in voga quando Causticissima aveva 9-10 anni, passava le estati a Treppo Carnico con le cugine genovesi, si faceva passare le lumache da un braccio all’altro, catturava cavallette rinchiudendole nelle scatolette dei formaggini e guardava programmi modello La sai l’ultima? Non so se vi rivengono in mente quelle serate. Causticissima si ricorda molto bene una Pamela Prati che ballava proprio su questa canzone e faceva più o meno così o meno così: “Bacia il frocio tamboa. Te chiero tiki tiki tiki tiki-ta!” Ora avete capito? È proprio El tic tic tac.
9 anni e un destino già segnato.
Un abbraccio,
Causticissima.
Ps. Per onestà intellettuale devo dire che il testo diceva ben altro. Il testo: Bate forte o tambor eu quero tic tic, tic tic tic tic tic tic tac .
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