giovedì 25 settembre 2014

PORDENONEGREGGE (PNG) – strapuntini ed omonimie


PordenoneLegge, per gli amici PordenoneGregge per via delle difficoltà di deambulazione delle strade in quei giorni, è quell’annuale manifestazione in cui gli autori incontrano i propri lettori e indovinate un po’ dove. Adesso non staremo qui a leggere che Causticissima ha rivisto amico-Bergonzoni e facendo la fila per i biglietti ha visto passare Augias diretto verso il suo signing e Capello e la Tamaro discorrere di poesia e infanzia e Sgarbi fare il cabarettista ad una sedicente Lectio Magistralis. Causticissima ha visto cose che voi lettori… avete visto uguale, lo so. Ecco, queste cose non ce le racconteremo.

Invece, siccome sappiamo che siete affezionati alle disavventure di Causticissima e alle sue digressioni fuori luogo, parliamo di tutt’altro. Consensi della platea.

STRAPUNTINI
Siamo al Teatro Verdi a vedere Sgarbi. Vedere è un eufemismo perché abbiamo beccato i posti sfigati della terza galleria che ci comunicano chiamarsi: strapuntini. Strapuntini, sì, quelli di censura se paghi il biglietto (non era questo il caso) per vedere il nulla. La rappresentazione teatrale dei buchi neri.

Sgrabi parte con il suo cabaret. Dovrebbe parlare de Il Pordenone ma non facciamo i pignoli adesso. Inanella una "perla" dopo l’altra. Il pubblico si sganascia, Causticissima si sganascia ma per gli strapuntini (leggasi imprecazione) Sgarbi è radiofonico. Lo sentiamo e basta.

A quasi un quarto d’ora dalla fine delle trasmissioni comincia a vibrare il cell de LaMadre che, per rendere meno radiofonica la lectio, è ormai seduta sui grandini della scale e dista 3 o 4 metri dalla borsa, ancora posizionata sugli strapuntini (vedi sopra) di tutti (Paganini-non-ripete). Causticissima per evitare di disturbare il prossimo, prontamente recupera la borsa e ne estrae il rumoroso aggeggio. Ella tuttavia è dimentica di stringere ancora nella mano sinistra il suo Causticissimo Telefono che ora nel trambusto CADE rovinosamente scivolando due gradini sotto di lei.

STRAPUNTINI (leggasi, sapete già cosa)

Si girano tutti gli strapuntini e la terza galleria. Causticissima, un po’ imbarazzata, gesticola delle frasi del linguaggio non verbale come a dire:

Scusate.
Capita!
Eh, la gravità, questa sconosciuta!
Oh, rigà, capita a tutti che mi guardate a fare?! Mai visto un telefono che cade?

Gesti che non sortiscono effetti e che anzi si concludono con l’arrivo del responsabile della sicurezza che rimane i seguenti 10 minuti a vegliare sulla persona di Causticissima come a chiedersi: ce la farà a sopravvivere se me ne vado?

Strapuntini (e cosa ve lo dico a fare?)

Segue risata incompresa di Causticissima

CASI DI OMONIMIA
Questa volta siamo a vedere la Tamaro e Capello. Li vediamo da fuori le transenne del capannone dove si tiene l'incontro perché è già pieno ed in ogni caso siamo di passaggio, stiamo andando ad un’altra conferenza. Causticissima si gira e vede confabulare tra loro due megliette gialle: i pastori di PordenoneGregge. Vede solo il ragazzo che ha scritto proprio sul petto ad altezza del cuore: Angelo Custode.

Pretzdavemivi (cit.) Causticissimi pensieri:

Pensa che organizzati che sono qui a PNG!Hanno fatto le magliette personalizzate. 
(pausa di riflessione)
E se lui non fosse venuto? La maglietta a chi sarebbe andata?  
(si sofferma a pensare ad eventuali modalità di risoluzione dell’annoso problema)
Certo che però i genitori a volte sono perfidi eh… a dare i nomi che formano un senso compiuto. Tipo quando lavoravo alle casse, quel tizio a cui avevo chiesto il documento perché doveva pagare con carta di credito: Primo Violino. Che cattivi!
No, aspetta, angelo custode è la funzione. Come l’anno scorso. Annoso problema sì certo...

Seguono grasse risate di Causticissima e la sua combriccola per i continui casi di omonimia riscontrati nelle vicinanze. Uomini e donne, tra le altre cose.

Comunque in realtà ha ragione Noisexplosion: i signori Custode, all’epoca, c’hanno dato dentro di brutto!

A presto,

Causticissima. 

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