domenica 16 febbraio 2014

28 - Please don’t let me be Miss-understood - presentazioni da orbi



La prima impressione è quella che conta si sa. E Causticissima, maldestramente, fa molta impressione la prima volta che la si incontra.

Intanto partiamo dal nome, cara LaMadre sappi che non hai agevolato le presentazioni attribuendo un nome così strano a Causticissima. Anche se, dopo aver passato l’infanzia aspettando l’età adulta per poter finalmente cambiare il nome all’anagrafe in Sara, Causticissima ha realizzato che non è poi così male chiamarsi con un nome così strano.

Tuttavia, se hai un nome un po’ particolare tutti fanno le stesse domande che sono, in ordine di presentazione, queste:
·         Ma sei straniera? “noooooo” enfatico
·         Allora tua mamma o tuo papà sono stranieri? “nooooo” molto enfatico
·         E come mai questo nome? Qui il discorso può deviare in tanti sensi che vi risparmio.
·         E cosa vuol dire?

E a questo punto si potrebbe aprire una parentesi lunghissima sul “e che cosa vuol dire?” dato che per anni Causticissima ha pensato che il suo nome volesse dire casta e pura che, diciamolo, passati i 18 anni suscitava qualche risolino di troppo. Della serie “Sì, magari una volta” “hihihi ti piacerebbe!” ecc. Motivo per cui, ad un certo punto della sua vita, Causticissima ha deciso di fare una ricerca più accurata il cui risultato è che il nome di Causticissima vuol dire “colei che è alla ricerca del proprio principe” praticamente una condanna. Grazie LaMadre, volevo dirtelo.

Insomma per continuare il filone, Acccausticissima perché non chiudi quel forno, in sede di presentazione sono capitate anche queste situazioni.  

Situazione uno.
“scusa, ti chiami?”
“Causticissima”
“Ah ma sei straniera?”
“No e se mi stai per chiedere cosa vuol dire il mio nome….”
“no,no. Non te lo stavo per chiedere” LOOOOOOL. Stroncata sul nascere.

Situazione numero due. Si metta agli atti che l’interlocutrice era albanese.
Causticissima: “Ah ti chiami Landjjjjksijsh (nome albanese mai sentito che comunque non è il caso io posti per motivi di privacy)”
Landjjjjksijsh: “e tu ti chiami Causticissima, ma sei italiana?”
Causticissima: “nooooooo!” molto enfatico

Sguardi sbigottiti da parte dell’unica persona che conoscevo delle 5 che avevo di fronte. Causticissima rapidamente riascolta nel suo cervello la conversazione, miodddio hai un disturbo dell’attenzione, operazione rimedio.

Causticissima: “no spetta, è che di solito mi fanno la domanda opposta, sono italiana”
Imbarazzo dilagante!

Poi ci sono quelle domande di inizio conversazione che tutti subiscono. Quelle domande a cui, evidentemente, siete tutti preparati, Causticissima, altrettanto evidentemente, no.  Ad esempio di recente parlando con un ragazzo che Causticissima conosce di vista:

Lui: “cosa fai nella vita? Cosa farai? Cosa hai fatto di bello?”
Causticissima: “Cavolo domande importanti, a quale devo rispondere?”
Lui: “decidi tu a quale rispondere”
Flusso di coscienza di Causticissima: Ok, adesso cosa gli dico? Gli dico che lavoro, no che poi sembro una che non ha una vita. Gli dico che mi piace scrivere ma poi fa troppo intellettuale che poi bisogna anche vedere COME uno scrive e magari se leggesse qualcosa di quello che scrivo non gli piacerebbe e quindi non è il caso che gli dica cosa scrivo che poi si intavola una conversazione infinita. Gli dico che leggo. No, di nuovo troppo intellettuale e comunque sembra che io non abbia una vita o che me la tiri che io odio quelli che se la menano o che se la ricreano come dice il mio coinquilino insomma… Ma io ho una vita? Sì Causticissima ce l’hai. Dai digli che… digli che stai progettando quel viaggio. No, anzi, digli che hai comprato quel nuovo strumento per imparare a suonarlo… digli, digli….”

Causticissima: “Mah lavoro….” ok adesso aggiungici qualcosa, che hai scelto di dire la cosa peggiore che potevi dire
Causticissima: “e poi usciamo” Momento di sbigottimento. Oddio mi viene il sospetto che lui stia pensando che quella è una proposta. Lo sta pensando? Cavolo è probabile. Aggiungici qualcosa che poi ci sono questi misunderstandings che ommioddio ti prego Causticissima dì qualcosa.  

Causticissima: “cioè, NOI usciamo!” ecco così va meglio. No, spetta. Altro momento di silenzio imbarazzante. Gli ho chiesto di uscire e non me ne sono accorta? Non volevo. Devo smetterla con ‘sti flussi di coscienza. In pratica non si capisce una fava di quello che voglio dire, dalla mente alla bocca ho un imbuto attraverso il quale le frasi si fondono in un intrico indecifrabile di parole messe a caso.

Beh, ma mai come quell’altra volta ragazzi. Quell’altra volta è stata epica. Cose ufo. Siete pro-siete pro-siete pro- siete pro- siete pronti per lo show!

Bene. Causticissima passa la serata con dei tipi, ammettiamo di aver superato la soglia di tolleranza dell’alcol, si fermano a dormire a casa mia e in qualche modo bisogna piazzarli no? Posto che ognuno dorme per conto suo, chiaro... Allora parte il toto materassi!

Lui: “Causticissima non è che hai un altro materasso?”
Causticissima: “Il mio!”
L’altro: “attenzione momento proposte!”

Please don’t let me be Miss-Understood. PARARARARAAAAA PARARARA RARA.

A presto
Causticissima.

sabato 15 febbraio 2014

29 – In un mondo in cui si è persi, nuovi inizi

Bella, bella sta canzone eh. Bellona. Bellissima. ‘Na figata. E le giornate che Causticissima ha passato a canticchiarla fra sé e sé?! E quelle fra sé e gli altri?! Ne vogliamo parlare? No, dico, ne vogliamo parlare? Poi però l’altro giorno…

“Dovrei cambiare l’oggetto dei miei desideri, PA-PA-PAAAAA non accontentarmi di piccole gioie quotidiaaaaaneeeee”

Come scusa? Stavi dicendo Franco?

“fareeeeee come un eeeeeremitaaaa che riiiiiinuncia a sé”

Ma perché Franco? Perché? Parliamone. Dopo anni di passione fra di noi, permettimi di dissentire. Anzi, io DIS- SENTO. Io ti DIS-SENTO. Dissentiamoci. Facciamo come quel film di Verdone: Perdiamoci di vista. Dissentiamoci. Dissentiamoci Franco. Perdiamoci di vista e dissentiamoci, tu, gli eremiti, gli euclidei e le passioni preadamitiche. La passione nella gola e l’eros che si fa parola. Sì, oggi Dissento. Anzi, io dissenterò perchè adesso ti sto sentendo a dirla tutta. Dissenterò? Beh adesso un po’ sta canzone mi fa anche dissenterare effettivamente.

Perché dovrei rinunciare a me o peggio, non godermi le piccole gioie quotidiane? In un mondo in cui si è persi.

In un mondo in cui si è persi, Causticissima  fa un esperimento: 29 giorni di piccole gioie quotidiane. Disavventure. Misunderstandings. Piccole disgrazie di cui è giusto ridere. Il lato comico della vita insomma.

Cominciamo subito da una delle cose in cui è più brava Causticissima: non tacere quando invece sarebbe il caso.

Qualche giorno fa Causticissima era a lavoro, come sempre del resto, ma era giusto per contestualizzare. Bene, notando l’abbigliamento particolarmente elegante di un suo collega uomo comincia a fare apprezzamenti. Un complimento non si nega mai a nessuno. Ma non limitiamoci ad un apprezzamento Causticissima, fai anche la simpatica, no? Eh! Eddai. Anche l’altra tua collega due giorni prima si è presentata a lavoro vestita particolarmente bene perché era andata dal ginecologo per cui…

Lei: ah che bene che sei vestito oggi!
Lui: Grazie, hai visto che figurino!
Lei: Che devi fare di bello stasera? Cenetta con tua moglie?

NdC(austicissima) sorride. Ammicco-ammicco. Sorride ma già dovrebbe cogliere.

Lui: … no no...

Vago, temporeggia, è un po’ compìto ma sicuramente sta preparando una della sue solite battute. Adesso ci facciamo una risata. Sì, sì, ci facciamo proprio una risata. 

Lei: Allora? Appuntamenti galanti?
Lui: .. eh no!

Di nuovo Causticissima nota una sorta di imbarazzo nello sguardo dell’interlocutore ma ancora non coglie.

Lei: ma sei vestito così da questa mattina? Non ti ho visto. Stamattina non sono venuta in pausa caffè.
Lui: eh si, sai che non sono uno che si cambia d’abito durante la giornata.
Lei: ahaha, si infatti. Scommetto che sei stato dalla ginecologa anche tu oggi!

NdC ride forte. Grasse risate per lei. Ride delle proprie battute. Riderissimo. Il pubblico non la segue ma lei è abituata a queste cose, lo fa da sempre. 

Ride, ride convinta che ora riderà anche lui. Maddonna la battutina del secolo. Cacchio gli ho cambiato la giornata. Adesso torna alla sua scrivania ridacchiando pure lui. Un uomo dal ginecologo, che immagine ilare. Ilarità che si spreca. Si spreca? Si sta sprecando? Nooo, si sta sprecando! C’è qualcosa che non quadra Causticissima, ora te ne sei accorta anche tu ed eccolo, eccolo che sgancia la bomba.  Schiude le labbra, prende fiato eeeeeee…Sentitela arrivare:

 Lui: eh no! Veramente stamattina [PAUSA] Stamattina, sono stato ad un funerale.

Segue riga di scuse per l’indelicatezza. 

A presto.
Causticissima.

sabato 4 gennaio 2014

IO SONO LA MELA: IL CINISMO È IL PROFUMO DELLA VITA.


L’uomo perfetto non esiste.
Il principe azzurro in sella al suo cavallo bianco non esiste.
E l’anima gemella è una cagata.

A Causticissima hanno sempre creato un senso di disagio frasi del tipo “Quella è la persona perfetta per me”.
Ma come? Ti sei sbagliato, forse volevi dire: “Quella è la persona per me, adesso! Poi spetta n’attimo che vediamo come cambio io, lui/lei e le situazioni intorno a noi”

A quelle persone  a Causticissima viene cinicamente da dire che…
Tanto poi scoprirai sicuramente qualcosa che ti dà fastidio dell’altro, arriverà un punto in cui ti chiederai su quali dei suoi difetti puoi passare oltre, su quali delle tua manie sei disposto a lavorare e su quali no ed arriverà sicuramente un punto in cui ti dirai che non ce la fai più ed in quel momento deciderai cosa fare.  Magari penserai che là fuori c’è la persona adatta a te. Di nuovo. Certo. Si ricomincia da capo, altre richieste, altri compromessi e riconciliazioni, altre spiegazioni del proprio vissuto. I primi tempi di sintonia assoluta impregnata di un’aura corporea – AMMICCO AMMICCO e poi? Mi chiedo, dove è andata a finire la rivoluzione degli anni ’60 o almeno la sua parte buona, cosa resta di quei pensieri?

Allora, Causticissima, che già in tenera età diceva a LaMadre “io sono una persona REALISTICA”, salvo poi scoprire negli anni universitari che il realismo è una scuola di pensiero del diritto internazionale delle più ciniche, anzi, cinicissime, cinicausticissime, tanto da portare Causticissima e NoisExplosion a dire “non è per essere stronzi ma è realismo”. Spetta che chiudo un paio di parentesi ( ) ( ).

Dicevo, Causticistica, che come appena appurato è una persona REALISTICA fin da piccola, innata REALISTICA, anzi, nata REALISTICA, mh, VIRGOLA, si è sempre detta che  l’uomo perfetto non esiste, Causticissima stessa non è perfetta e pertanto non esiste la relazione perfetta. La relazione perfetta te la crei tu, è nella tua mente, salvo errori di MATRIX.

Insomma io la metà della mela non ce l’ho, non ce l’ho mai avuta. Un po’ come l’apnea della Merope Generosa di Anna Marchesini.

Io sono la mela. Intera. Io sono la mia totalità. Allora a questo punto stare insieme vuol dire unire parti di due individui pieni, definiti e distinti che decidono consapevolmente di stare insieme.

Nell’individualismo de noantri è difficile portare avanti l’idea dell’amore romantico. L’amore adesso è qualcosa di diverso e meno visibile dall’esterno ma non senza dignità.
Lascia che io sia un amore romantico
Io che non vivo più di un’ora senza te
E’ l’uomo per me, fatto apposta per me
O come direbbe Nanni Moretti Sì, sono un mostro e ti amo.
Ed è in questi momenti che pervengono nel cervello di Causticissima certe sue letture post adolescenziali, una fra tutte spicca, un libro di tutto rispetto a cui, mi hanno in seguito segnalato, hanno dato un titolo quantomeno imbarazzante.

“Dai apprezza che quando mi hai detto il titolo del libro che stai leggendo non ho riso. Dai… Amore liquido…”

A presto.
Causticinicissima.


giovedì 14 novembre 2013

INTOLLERANZA ZERO



365 giorni all’anno e 45 persone in ufficio, quante probabilità ci sono che oggi ci sia qualcuno che compie gli anni escludendo la possibilità che ci siano due persone che compiono gli anni lo stesso giorno? Ve lo dico io, un sacco. Praticamente un compleanno ogni 8 giorni, quasi un compleanno ogni settimana. E secondo voi quante probabilità ci sono che la maggior parte dei colleghi di Causticissima sia nato proprio in concomitanza con il suo periodo di intolleranza zero? Lasciamo perdere.

Ma voi direte… embè? A me cazzo-mene?
Allora, punto uno: Causticissima nel suo periodo di intolleranza zero non può mangiare né latte né uova, praticamente è Vegana a metà. Un po’ di comprensione.
Punto due: prima di questa dieta forzata approssimativamente il 5% del corpo di Causticissima era composto da formaggio e maionese.
Punto tre: minchia le lasagne!

Ed ora torniamo ai molteplici compleanni. Molteplici compleanni implicano molteplici dolci o leccornie varie che implicano latte e/o uova e che a loro volta implicano grande, grande, grande, grande, grande, grande tristezza. "No ma a me nemmeno fanno gola quelle cose, tanto so che mi fanno male"

Ma io so cosa state pensando: “Ma cosa ti viene Causticissima?”

Ecco, questa è LA domanda che le viene posta ogni dannata volta che si rifiuta di mangiare qualcosa che le viene offerto. Così, costretta a sciorinare le proprie disgrazie alimentari alla comunità, la conversazione è questa:  

“Ah ma cosa ti viene? Qualcosa sulla pelle?”
-annessa faccia schifata ma in fin dei conti comprensiva-
“No… no… non mi viene niente alla pelle”
-pausa-
“Ma non puoi neanche un pezzettino?”
“No meglio di no”
“Ma piccolo… un pezzettino piccolo!”
-Dentro il cuore di Casticissima nasce un MACAZZOBOIATIHODETTOCHENONPOSSOSENONPOSSONONPOSSO, ma risponde educatamente.-
“No è che proprio sto male!”
-Segue sguardo indagatore dell’interlocutore. Scruta negli occhi di Causticissima sperando di poter leggere fra le righe. Poi dentro di lui nasce spontanea la risposta senza che lei abbia la necessità di proferire verbo. Causticissima sembra imbarazzata. L’interlocutore comprende e lascia perdere ridacchiando sotto i baffi.-

Allora una volta per tutte è il caso che Causticissima riveli l’arcano. Ve lo rivela riportando un piccolo estratto dallo Pseudo-diario privato di Causticissima del momento esatto in cui ha capito che dentro di lei stava nascendo qualcosa di molto sbagliato:

Mi è venuta la cacarella e mi sono svegliata con un orzaiolo. Bene no? Praticamente sono come il Gobbo di Notre Dame: piegata dagli spasmi ed abrutita dai gonfiori. Se adesso prendo uno spigolo di un armadio con il mignolo del piede divento pure claudicante e allora potrò chiedere asilo politico al campanile più vicino. Eh vabbè, sono cose che succedono.”

A presto,
Causticissima.

sabato 9 novembre 2013

'NA BOTTA E VIA...

-Vuoi sapere com'è cominciata la mia giornata?
-E tu vuoi sapere com'è cominciata la mia?

Il principale mezzo di trasporto di Causticissima è la bicicletta, ormai lo sapete, non è un segreto. Bene,Venerdì mattina, detto anche ieri mattina, Causticissima si è alzata, ha fatto colazione, si è tolta i pantaloni del pigiama per infilarsi le calze e poi, come se niente fosse,  si è rimessa i pantaloni del pigiama. Perfetto. Non fa una piega: casual friday! No, aspettate, non siamo negli Stati Uniti e non ci sono casual friday nell'ufficio dove Causticissima si reca ogni giorno.

Alle ore 8.12, come di consueto, Causticissima ha inforcato la bicicletta, ha percorso le stesse vie di sempre fino ad arrivare in via Ceconi. Arrivata a quel punto ha oltrepassato il nugolo di gente che puntualmente aspettava che il dottore prendesse servizio, ha superato gli studenti fumatori della scuola privata che hanno aperto da pochi mesi e subito dopo... ha continuato la strada a piedi.

Tra il percorso in bicicletta e il percorso a piedi Causticissima è finalmente riuscita a capire cosa intendevano dire gli EELS quanto cantavano “ho un gomito che mi fa contatto con il piede”.

Come spiegarsi meglio:
-"How can I put it so you understand, I didn't let him hold my hand" (troppo vago)
-Mi hanno dato una spinterella (troppo politico)
-Mi hanno dato una sburtatina (troppo friulano)
-Hanno attentato alla mia vita  (troppo tragico)
-Mi hanno dato dentro (Troppo vago, troppo politico, troppo friulano, troppo tragico e troppo sessuale)

No dai, non pensate male è che han dato 'na botta a Causticissima. No, Causticissima ha preso 'na botta. Vabbè Dante o Prendente la pena è indifferente.

Causticissima avrebbe voluto dire al Sig. Automobilista che almeno, prima, poteva offrirle da bere, dirle qualche parola dolce o farle credere di essere speciale. Poteva dirle:

“Hei, Causticissima, lo sai che 'na botta la tiro solo a te.”

E poi via in macchina.

“Hei sig. Automobilista, si fermi ancora un pochino! Poteva almeno offrirmi la colazione e invece no, esce di casa con la sua bella macchinetta con la quale occupa tutto il marciapiede ciclabile sul quale transito poi, per parafrasarla, mi tira  'na botta, farfuglia qualche scusa impastata di sonno e poi se ne va così? Una botta e via?!"

Vabbè si sa come sono gli uomini... Distratti!

Qualche minuto dopo a lavoro:
-Vuoi sapere come è cominciata la mia giornata?
-E tu vuoi sapere come è cominciata la mia?
-Mi hanno investita.
-Ah no beh.. allora la tua è cominciata peggio.

Segue risata generale.

giovedì 31 maggio 2012

Un pensiero fisso

Non ricordo bene il mese  in cui ti ho incontrato, invece, ho un ricordo vivido del momento in cui hai incontrato le mie labbra. E' stato il momento in cui ho capito che non averi più potuto fare a meno di te. Non mi sbagliavo, da quell'istante siamo stati l'uno appicciato all'altro. Noi eravamo sempre insieme, non c'era un momento della giornata in cui tu non ci fossi perchè anche quando fisicamente non c'eri ti avevo in mente: eri, e sei, un pensiero fisso.

L'apice del nostro idillio è durato non più di qualche mese: l'estate, la stagione degli amanti. Tuttavia, come narrava una canzone di Battiato "la stagione dell'amore viene e va" e in poco tempo il nostro rapporto è evoluto e sei diventato la quotidianità, la routine. Ammetto di averti dato per scontato ed in poco tempo ti ho perso. 

Dopo di te ce ne sono stati tanti, anzi, tantissimi e di tutti i tipi. Nessuno regge il confronto.

Domani è il primo Giugno ed è tornata la stagione che mi ha fatto innamorare ed ora voglio rivolgerti un pubblico appello, l'ultimo per riuscire ad ottenere quello che ho perso: Gelato da Marco, anzi gelateria "da Marco",  o meglio, Marco della gelateria "da Marco" quando apri una filiale a Udine?