Stanotte poco causticismo. Stanotte, come ogni venerdì udinese, non risco a dormire, sarà Daria Bignardi, sarà la tv in sè ma non riesco a dormire. I venerdì sera mi vengono sempre idee per post che poi non pubblico mai. Oggi invece lo scrivo e poi lo pubblico, tiè, perchè è un argomento che mi sta a cuore.
Oggi mi è capitato di parlare con alcune persone (strano eh) e ho capito delle cose, in realtà sono scoperte che faccio spesso ma che non ho mai condiviso con nessuno fino infondo. Ad esempio in Australia ho capito che non sono capace di costruire domande complesse in inglese, interessante, direte voi ,beh per me è lo è. Fare domande è il miglior modo per far capire agli altri che si è interessati a ciò che stanno dicendo col piccolo dettaglio che spesso mi capita di sentirmi un po' invadente...un po' impicciona a farle. Non è che mi piaccia farmi gli affari degli altri ma semplicemente trovo estremamente interessanti le esperienze e le visioni degli altri perchè ognuno di noi affronta le situazioni in maniera un po' diversa. Per me funziona sempre così: prima mi faccio un'idea complessiva della persona, ossia delineo in qualche modo quali sono gli aspetti che mi pare prevalgano in lei e poi cerco di capire le sfacettature chiedendo perchè abbia scelto una determinata "linea d'azione" piuttosto che un'altra. Inutile dire che in un certo qual modo abbiamo gli stessi sentimenti, il problema è che li distribuiamo in maniera differente; ma non voglio dilungarmi troppo su questo argomento che magarì affronterò un altro venerdì udinese.
Vado al punto: Causticissima nota che le persone si sentono sole. Banale, scontato e ritrito vabbè, lo voglio dire lo stesso: sole. E non importa quanti amici abbiano intorno perchè si sentiranno sempre sole, perchè non comunicheranno mai la loro esigenza di essere amati se non sbocconcellando frasi sotto l'effetto di qualche liquore scalda cuore. Per me tante persone hanno l'urlo dentro, urlano ma è come se nessuno le potesse sentire perchè non aprono le porte per poterlo fare. No, non sto parlando in prima persona, io il buco dell'urlo dentro l'ho colmato grazie a tante persone che mi hanno fatto capire di non essere sola e soprattutto che mi hanno resa autosufficiente nel richiuderlo ogni volta che c'è la possibilità che si riapra.
Il fatto è che vedere persone con l'urlo mi fa dispiacere e ogni volta che lo vedo non posso non ricordami del Dalai Lama che per primo mi ha fatto capire che il problema dell'occidentale è la solitudine. E poi mi viene da pensare a perchè le persone si sentono così sole? Se tutte hanno lo stesso problema perchè è così irrisolvibile? Dal punto di vista razionale dovrebbe essere il contrario! Allora é un problema di fiducia nel prossimo? Io credo sia un problema di prospettiva, ed è proprio per questo che sto scrivendo questo post assurdo. Non lo dico troppo forte ma ultimamente sono tendenzialmente serena e vorrei poter rendere tutti sereni e poter dire alle persone che spesso i problemi sono meno gravi di quanto sembrino perchè, secondo la mia modesta esperienza, più si è disponibili verso il prossimo più si è felici. Perchè più si è meglio è, perchè fin che c'è viva il re, perchè non è bello ciò che è bello ma che bello che bello che bello... ah sto divagando? Bon insomma tutta sto smeno per dire: la prossima volta che ti faccio una domanda non prendermi per un'impicciona.. sono solo peteccia.
A presto con episodi con più alto contenuto causticissimo.
Oggi mi è capitato di parlare con alcune persone (strano eh) e ho capito delle cose, in realtà sono scoperte che faccio spesso ma che non ho mai condiviso con nessuno fino infondo. Ad esempio in Australia ho capito che non sono capace di costruire domande complesse in inglese, interessante, direte voi ,beh per me è lo è. Fare domande è il miglior modo per far capire agli altri che si è interessati a ciò che stanno dicendo col piccolo dettaglio che spesso mi capita di sentirmi un po' invadente...un po' impicciona a farle. Non è che mi piaccia farmi gli affari degli altri ma semplicemente trovo estremamente interessanti le esperienze e le visioni degli altri perchè ognuno di noi affronta le situazioni in maniera un po' diversa. Per me funziona sempre così: prima mi faccio un'idea complessiva della persona, ossia delineo in qualche modo quali sono gli aspetti che mi pare prevalgano in lei e poi cerco di capire le sfacettature chiedendo perchè abbia scelto una determinata "linea d'azione" piuttosto che un'altra. Inutile dire che in un certo qual modo abbiamo gli stessi sentimenti, il problema è che li distribuiamo in maniera differente; ma non voglio dilungarmi troppo su questo argomento che magarì affronterò un altro venerdì udinese.
Vado al punto: Causticissima nota che le persone si sentono sole. Banale, scontato e ritrito vabbè, lo voglio dire lo stesso: sole. E non importa quanti amici abbiano intorno perchè si sentiranno sempre sole, perchè non comunicheranno mai la loro esigenza di essere amati se non sbocconcellando frasi sotto l'effetto di qualche liquore scalda cuore. Per me tante persone hanno l'urlo dentro, urlano ma è come se nessuno le potesse sentire perchè non aprono le porte per poterlo fare. No, non sto parlando in prima persona, io il buco dell'urlo dentro l'ho colmato grazie a tante persone che mi hanno fatto capire di non essere sola e soprattutto che mi hanno resa autosufficiente nel richiuderlo ogni volta che c'è la possibilità che si riapra.
Il fatto è che vedere persone con l'urlo mi fa dispiacere e ogni volta che lo vedo non posso non ricordami del Dalai Lama che per primo mi ha fatto capire che il problema dell'occidentale è la solitudine. E poi mi viene da pensare a perchè le persone si sentono così sole? Se tutte hanno lo stesso problema perchè è così irrisolvibile? Dal punto di vista razionale dovrebbe essere il contrario! Allora é un problema di fiducia nel prossimo? Io credo sia un problema di prospettiva, ed è proprio per questo che sto scrivendo questo post assurdo. Non lo dico troppo forte ma ultimamente sono tendenzialmente serena e vorrei poter rendere tutti sereni e poter dire alle persone che spesso i problemi sono meno gravi di quanto sembrino perchè, secondo la mia modesta esperienza, più si è disponibili verso il prossimo più si è felici. Perchè più si è meglio è, perchè fin che c'è viva il re, perchè non è bello ciò che è bello ma che bello che bello che bello... ah sto divagando? Bon insomma tutta sto smeno per dire: la prossima volta che ti faccio una domanda non prendermi per un'impicciona.. sono solo peteccia.
A presto con episodi con più alto contenuto causticissimo.
condivido quello che dici...però a volte anche se le persone accanto a te si accorgono di questo tuo malessere e fanno mari e monti x te, e tu ne sei consapevole e grato, e ti fa piacere, e in un certo qual modo alleviano questa tua solitudine...non la possono colmare. non la possono togliere. a volte non dipende da te o dagli altri, a volte capita che dipende da uno solo, ed è brutto perchè comunque ti accorgi di esserne maledettamente dipendente!e quindi ciò significa che tu non ti basti. mi spiego meglio: secondo me nella vita puoi fare 2 scelte, la prima è considerare prima di tutto te stesso, e per quanto tu conosca persone belle e accattivanti, terrai sempre in prima linea te stesso (un po' di sano egoismo insomma), x cui anche se capita che queste persone se ne vanno ad un certo momento della tua vita, ti dispiacerà ma avrai sempre quel te stesso tenuto al primo posto che quindi sarà sufficiente a colmare il vuoto di queste persone e a farti stare bene (perchè infondo è quello che vogliamo no?...facciamo tanto casino a destra e a manca x stare bene).
RispondiEliminala seconda scelta è scoprire fino in fondo le altre persone ed innamorarsene...innamorarsi del mondo e della sua natura, e l'uomo rientra nella natura del mondo. ti innamori degli amici, ti innamori della persona che ami...e se qualcuno di questi ti abbandona lascia un vuoto incolmabile...certo le altre persone sono ancora lì vicino a te, e tu le vedi, sei contento, ti fa piacere xkè significa che anche tu hai qualcosa di bello per loro, come loro hanno qualcosa di bello per te, e per questo non ti abbandonano...ma questo non spiega il perchè l'altra persona ti ha abbandonato e non riempie quel vuoto. è come se, dall'oggi al domani, una delle montagne che guardi ogni mattina al risveglio, scomparisse...lascia un gran buco. le altre sono ancora lì e sei comunque contento, ma per quanto loro possano stringersi per colmare il buco lasciato e prendere il suo spazio, per quanto col tempo possano anche riuscire a prendere il suo spazio, tu SAI che prima lì c'era un'altra montagna e che a te piaceva, che la vedevi ogni mattina, che ti dava quella sensazione di forza, che ti rendeva felice...e sai che non c'è più, ma che c'era. E quando non c'è più senza motivo fa ancora più male.
RispondiEliminaNel senso, forse questo sarà un paragone stupido, sarà perchè io adoro le montagne, ma potrei immaginare una persona che ci abbandona per sempre come una montagna che si sgretola pian piano...vedi che inizia a franare e ti dispiace, allora cominci a fare dei pilastri, delle protezioni x limitare il danno, e a volte funziona (le persone guariscono!), altre invece succede che il tuo sistema di riparazione fa crollare giù tutto (e le persone muoiono)..e così quella montagna che vedevi ogni giorno erta nel cielo, è franata pian piano, ma tu le sei stato sempre vicino! e lei ha voluto dirti pian piano che se ne doveva andare. fa male, ma tu sai che lei non voleva abbandonarti, sai che sarebbe rimasta lì, ma il tempo arido, il vento, e le tempeste l'hanno fatta sgretolare fino a consumarla del tutto.
una persona che invece se ne va, che se ne va così, non te lo dice...solo tu un giorno ti svegli e la montanga non c'è più, e la cerchi, ma non c'è più...però tu sai che c'è da qualche parte e allora fa male perchè non capisci il motivo per cui ti ha abbandonato.
questo è molto triste.
io penso che il problema della solitudine è del sentirsi soli è dovuto al fatto che non tutte le persone si accorgono di che arma hanno in mano quando hanno i sentimenti di un'altra persona.
i sentimenti sono la forza più potente del mondo, cosa non faresti per amore? ma certe persone non lo sanno, non lo capiscono, non danno la giusta importanza.
altre persone non capiscono che un sentimento va coltivato, che è come un fiore che sboccia e che devi continuare a innaffiare per non farlo appassire...si fermano al fiore, a guardare quanto è bello, e lo lasciano sfiorire.
per il fatto del parlare, del farsi capire, non è assolutamente una cosa stupida! anzi, quante volte vorresti dire una cosa ma non la dici perchè non sai il MODO in cui dirla? e il tutto va scemando in semplici stupide parole che poi a ripensarci ti fanno solo incazzare?
RispondiEliminaquante volte le parole sono così infime che inconsciamente cerchi di comunicare con gli occhi?
quante volte, anche con la nostra lingua madre, ci impastricciamo la bocca di mille parole senza senso perchè non troviamo quelle 2 parole che vorremmo dire?
personalmente, un sacco di volte, con il mio stupido inglese non sono riuscita a trovare le parole che volevo, e non le ho trovate nemmeno in italiano, e così il tutto è finito con un semplice "i love you" o "i miss you" oppure "i need you"...ma quanti vogliono dire queste parole? se fossi riuscita a dire il significato intrinseco della cosa forse ora non ti starei rispondendo perchè starei ancora parlando per dire tutte le parole racchiuse in queste 3 parole da 4 lettere.
ci hai mai fatto caso? "love" "miss" "need"...sono tutte da quattro lettere.
potrei fare una frase compiuta e dire "i miss my love cause i need it", e usare in una frase sola le parole più belle che una persona ti può dire.
e sono le più belle non per la parola in sè, ma perchè poi, ognuno di noi, conosce quelle mille parole racchiuse nel significato!!! è per quello che se uno ti dice "i love you" ti senti il fuoco dentro; se ti dice "i miss you" senti anche tu quel buco dato dalla sua mancanza; se ti dice "i need you" ti accorgi di quanto veramente vuoi quella persona fuori dall'impossibile.
forse però, non tutte le persone sanno questi significati intrinseci e così pensano di entrare ed uscire dallo scenario dei monti quando e come gli pare.
questo è il mio pensiero da persona nel pieno della sua solitudine, pur sapendo e vedendo quante persone mi stanno intorno e mi vogliono bene, ma sarei un'ipocrita a dire che il loro amore "mi basta"...l'amore non si accumula, non si sostituisce..e sopratutto quando è vero non si cancella.
chiedo scusa per il dilungamento.....
RispondiEliminainteressante prospettiva...ma ampiamente opinabile. il ragionamento è tutto costruito su una supposizione di base che è però abbastanza fragile. Quello che chiami solitudine forse andrebbe chiamato più generalmente "problema sociale"..che non per forza corrisponde alla solitudine.
RispondiElimina..(per quanto credo di aver inteso il significato che dai alla parola "solo" e "urlo interno")
Ma in fondo perchè venire qui a rompere le scatole su un ragionamento che tutto sommato fila?
Un saluto, da un qualunque viandante del web che è capitato su queste tue pagine per caso.
grazie Anonimo =) Mi ha fatto piacere tu esprimessi la tua opinione!
RispondiEliminaHo riflettuto a lungo su quello che hai scritto e ogni tanto lo rileggo, non so nemmeno per quale motivo.
RispondiEliminaSecondo me il dolore derivante dall'assenza di amore va preso con rassegnazione. Lo dico perché solitamente le persone non accettano che la maggior parte della vita nostra e degli altri è regolata dalla fortuna; il tempo non riporta la fortuna propria a livello di quella degli altri. Sperimento quotidianamente una disparità nelle condizioni di vita, che mi fa pensare che non c'è niente alle volte per colmare il gap fra le persone.
Per me e quelli come me i conti con la realtà oggettiva sono necessari: prendere consapevolezza dell'essere peggiori degli altri, gli altri che hanno una famiglia, una ragazza o una moglie se lo vogliono, una vita sociale, che sono belli, sani, brillanti, a loro agio. Chi non ha le qualità necessarie ad ottenere quanto di buono c'è nella vita, si rifugi in altro; la vita normale non è un affare di tutti.
Il dolore della mancanza d'amore esiste perché esistono condizioni di vita o di assenza di vita che determinano la mancanza. È chiaro che se io porto il numero 43 di scarpe e ho a disposizione solo delle scarpe 42 il piede mi farà male e si piagherà. In situazioni simili io non chiederei mai un antidolorifico. Se non si cambiano le scarpe si può essere fiduciosi quanto vuoi ma la realtà oggettiva è ineluttabile e non passa attraverso il cambiamento di se stessi (che faccio, mi taglio il piede), ma della situazione che è attorno. Ammetto che alle volte è impossibile anche il cambiamento di se stessi, se non a costo di un investimento rischioso. Cui prodest?
Io non credo nell'evoluzione, figurati se credo che le persone possano migliorare. A me sembra uno stupido mantra il "cercare di lottare sempre". Io non lotto sempre. Lotto solo se prevedo delle possibilità di vittoria, e soprattutto mi equipaggio prima di partire. Non ci si può improvvisare, men che meno quando è in gioco la propria vita o quello che ne resta. La via per l'inferno infatti è lastricata di buone intenzioni. Alla fine della vita quello che vale è quello che è stato fatto e non le proprie intenzioni.
Hai mai pensato a questo quadro desolante quando hai scritto questo post?
Cari saluti
S.