mercoledì 28 maggio 2014

16 –TROVA UN MINUTO PER TRARRE, DEVOLVERE, UN GABBIANO E UN GALLO RANDAGIO. Sì, se mi drogassi quello che mi succede dentro, fuori intorno e anche di più, avrebbe una spiegazione più logica.



Quei giorni, di norma coincidenti con il venerdì - ma non necessariamente - in cui ti viene in mente una delle solite canzoni a tema. Quelli in cui la pubblicità della cedrata Tassoni diventa uno spunto su cui riflettere: “quante cose al mondo vuoi fare costruire, inventare? Ma trova un minuto per te”

19.28
L’occhio vitreo di chi ha visto troppe carte oggi, compilato troppi moduli, interpretato troppe leggi e si ritrova a fissare uno schermo continuando a far roteare lo scroll del mouse su e giù quasi ad imitare lo sciabordio delle onde di un oceano presente solo nel suo cervello.
“Sitting on the dock of the bay watching the tide roll away…” e te lo dice anche Otis Redding… “I’m just sitting on the dock of the bay wasting tiiiiiiiiiiiiime”

19.29
In lontananza un gabbiano starnazza.
Macchè lontananza è sulla finestra e tu lavori in mansarda. Vedi anche la sua sagoma mentre si stringe su se stessa tesa nello sforzo dello strillo. Speri solo che sia l’unico sforzo in cui è tesa perché non riusciresti a reggere anche gli altri tipi di sagoma. 
In mente ora hai la pubblicità dello shampoo, “pic the l’oreal - pic the l’oreal:  non brucia gli occhi ed evita i nodi!” E ti fa immediatamente tornare alla memoria quel viaggio a Genova quando tu e le tue cugine eravate ancora bambine e passavate del tempo ad una console, ma non quella di MIMMO AMERELLI. Era una Nintendo-qualcosa su cui girava il giochino di Sailor Moon che quando calciava Sailor Jupiter gridava CAPRIA’ GHIDA’. Che poi chissà che cacchio vuol dire in giapponese CAPRIA’ GHIDA’ ma lasciamo stare.

19.30
Ti svegli dall’ipnosi autoindotta. E’ tutta colpa di quel gallo che, esaurito pure lui, canta a tutte le ore del giorno. Lo hanno adottato i condomini dello stabile adiacente al Causti-ufficio. Prima era un gallo randagio. Ancora incredula non ti spieghi come si sia materializzato li. Come arriva un gallo randagio in centro città sono misteri che non vuoi svelarti. Preferisci immaginartelo ubriaco stile zio Reginaldo degli Aristogatti mentre scappa da un tentativo di omicidio tramite soffocamento da ingestione massiccia di Madeira: oca arrosto con mele e castagne e fegato d’oca annaffiato con Madeira. E noi lo sappiamo che lui, essendo inglese, va affogato nello Cherry, noi conveniamo con lui, ma un gallo randagio dove lo affoghi? Gli animalisti all’ascolto ringraziano. Scroscio di applausi di sostegno.

19.31
Ahaha adesso ridi. Ti è venuta in mente quella battuta di quella volta.. ahah ma ti ricordi? Che ridere. Ridi da sola. Per fortuna è rimasta solo una delle tue colleghe.
Per rinsavire cerchi di darti un tono e con il dorso della mano togli delle inesistenti briciole di gomma da cancellare lasciando delle strisce incancellabili di smalto rosso sul foglio.
“per fortuna che non è un documento ufficiale”  pensi  “ma dovresti decisamente comprarti un top-coat da mettere sopra lo smalto, decisamente!”

19.32
Cerchi di darti un tono... di nuovo! È la tua decima ora di lavoro e cominci a canticchiare. Brutto segno. Davvero brutto segno.
“Andare a casa na-na-na nannna-na” “andare a casa na-na-na nannna-na” “andare a casaaaaaaa nannanannanna”sulle note di I love you baby di Gloria Gaynor che magicamente si trasforma in “A casaaaaa.. i just can’t stop saying: a casaaaaa” pronunciando le parole con uno spiccato accento inglese sulle note di Maria di West Side Story….

19.33
Ti scusi con la tua dirimpettaia che, ormai usa a certe tue abitudini, ride. Le dici che sì, è arrivato quel momento anche oggi: il momento di andarsene.
Una volta uscite l’accompagni alla macchina e durante il tragitto ti escono queste parole:
“trarre è proprio una bella parola. La senti? TRA-R-R-R—R-E! Bella!” annuisci compiaciuta guardandoti intorno e  aggiungi “Un po’ come DEVOLVERE”
Ti chiedi perché, dopo TRARRE ti sia venuta in mente proprio la parola DEVOLVERE.  Che sia un sintomo di altruismo? Che sia un sintomo di dualità? Che sia solo un sintomo?!!!!
Ma la radio interna che ti porti addosso da 26 anni ha già cambiato stazione e canticchi qualcos’altro.

Ecco, quei giorni, di norma coincidenti con il venerdì ma non necessariamente. Se i casi di  - non necessariamente- ti capitano di martedì sera e hai ancora tutta la settimana davanti, beh Causticissima, fatti una domanda.. e la domanda è la seguente:
“quante cose al mondo vuoi fare, costruire, inventare? MA TROVA UN MINUTO PER TE.”

A presto.
Causticissima.

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