Caro Paolo Nutini,
è inutile che ti giustifichi
dicendo che non sai l’italiano perché tu ed io sappiamo che sei lo scozzese col
nome meno scozzese di sempre. Non nascondiamoci dietro ad un dito.
Bene, chiarito questo, vorrei
dirti un paio di cose. Ti seguo da anni. Fin da quando avevamo 19 anni e tu cantavi
These Streets con la tua tracolla a scacchi. Ricordo il giorno in cui ci siamo
incontrati ad un concerto. Sì, il tuo. Tu eri alterato da qualche litro di
birra suppongo e non mi hai vista tra la folla, o forse si?
Sai, ogni tanto mi
sono chiesta cosa sarebbe potuto succedere se quella sera fossi andata a fare un
giro per Tarvisio dopo il concerto? Magari ci saremmo incontrati davvero, ti
avrei detto il mio nome, ci saremmo scambiati il numero di telefono e chissà… ma
tu mi hai ugualmente trovata, furbacchione.
Voglio dirti che ho apprezzato
molto il tuo discreto modo di manifestare il tuo interesse nei miei confronti.
E adesso non mi dirai che Caustic Love è un nome che ti è venuto così, dal
nulla. Che un giorno ad un orario non ben definito, ti sei svegliato e ti è
venuto in mente proprio questo titolo. Ma che strano eh. Invece no, lo sappiamo entrambi che non è un caso.
Che la vita non è un caso. Che non è un caso che siamo dello stesso anno. Che
non è un caso che anche tu abbia avuto una piccola deriva funk. Che non è un
caso che anche tu scriva. Che non è un caso che anche tu, nello specifico,
scrivi inni alla vita, alla felicità e al saper star bene. Che non è un caso
che tu preferisca i concerti in acustico. Che non è un caso che da quel giorno leggi il mio
blog.
Dai, ormai non puoi negare l’evidenza.
Insomma, Paolo, Caro il buon Paolo, caro
il mio Paolo, lo hanno capito tutti che una botta me la daresti. Oh, platonica
eh… tranquillo, che poi sai che io credo nell’amore
da lontano. Infatti, è stato molto bello. Adesso, scusami ma vado ad accendermi
una sigaretta.
A presto,
Causticissima.
Meravigliaaaaa!!! Grande Causticissima!
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