giovedì 27 febbraio 2014

23-Udine west side story



Non so se lo avete notato ma a Causticissima ogni tanto succedono delle cose con gli sconosciuti. No, non quel tipo di cose che state pensando voi. Lavatevi la fantasia con il sapone. No, anzi non fatelo…

Comunque probabilmente è Causticissima che è un po’ malata, che dal niente si immagina un sacco di improbabili scenari, tuttavia, le cose, giurin giurello, accadono sul serio. Ragazzi, Causticissima vede la gente morta. No scherzo…

Ad esempio, l’altro giorno Causticissima stava camminando per strada con il suo solito fare, ossia a ritmo velocissimo e con un mezzo sorriso abbozzato sul volto di cui magari parleremo in una altro post. Benissimo. Ora però ho bisogno che vi concentriate e che attingiate alla vostra memoria. Se ne avete una. Cioè se ne avete una di questa cosa specifica. Avete presente la colonna sonora di “Per un pugno di dollari”? dai sù, la parte fischiettata!
Allora facciamo una cosa, se non ce l’avete presente, smettete di leggere un attimo, ma solo un attimo, e cercatelo su youtube che ci serve per la narrazione.

Bene. Ora che siete eruditi, immaginate di essere con Causticissima su quel marciapiede. E non pensate sempre male. Insomma, state camminando tranquillamente, oddio, tranquillamente è una parola grossa. Dai, diciamo che state camminando, ad un certo punto sentite qualcuno che fischietta quel tema.
“fi-fiii-fi fi fi fi fi fi fiiiiii- fi fi….”
Causticissima si gira di scatto divertita, cerca una figura, la testa, gli occhi insomma qualcuno. Un essere dal quale possa uscire quel suono. Nessuno, in più improvvisamente la musica si è interrotta proprio prima delle ultime tre note. Vabbè, si dice Causticissima, "ti è già successo" e scusate le digressioni ma...

Caust-back: quando Causticissima aveva circa 17 anni, seduta al tavolo del Gianduia, pensava di sentire le voci. Infatti, dopo chili e chili di gelato ingurgitati allo stesso tavolo, una sera dopo un diluvio estivo improvvisamente: l’illuminazione. Causticissima e i suoi due fedeli compagni erano andati a sbafarsi il solito gelatino, ad un certo punto Lei, sente distintamente due persone che discorrono. Impossibile, si dice, "c’è solo un altro tavolino che dista circa 7 metri". Una volta esposto il cruccio ai suoi due accompagnatori Causticissima viene derisa.

“Eh Causticissima senti anche le voci. Sei messa bene.”

Un po’ come Cassandra non viene creduta, le viene quasi spontaneo gridare ai 4 venti “il re Mida ha le orecchie d’asino – il re Mida ha le orecchie d’asino” ma si trattiene. Ma Causticissima non si arrende, dopo approfondite valutazioni degli spazi, delle distanze, di tentativi di letture di labiali dei probabili incriminati Causticissima... getta la spugna. Inconsolabile, alza gli occhi al cielo ed eccolalla. Come la Madonna, le appare la soluzione. Le volte. Il palazzo al di sotto del quale sono posti i tavolini del Gianduia stanno proprio sotto dei soffitti a volte di conseguenza se ci si trova ai lati opposti è possibile origliare con disinvoltura le altrui conversazioni.

E direte voi, ma a me di tutta sta storia che mi frega? Beh, diciamo che, forte di questa sua esperienza, figlia del suo passato, genitrice della sua consapevolezza e via andare, quel giorno, sì quel giorno sul marciapiede di via Gorghi, Ella era certissima che nuovamente non potesse sbagliarsi.

Ma non perdiamo il filo del discorso. Ce lo avete ancora presente il fischiettamento? Bene.
Causticissima si gira la seconda volta, con fare disinvolto ma meno convinto della prima volta. Di nuovo parte la musichetta ma prima che finisca, proprio nel momento in cui si aspetterebbe l’ultimo “Fi fiiiiiii” delle bale di fieno che rotolano e degli spari provenienti da dietro le sue spalle, Causticissima si gira e quello cessa. Il suono proviene da lontano ma non lontanissimo, dal lato opposto, il sinistro della strada. Praticamente il West side di via Gorghi.

Ma chi è? Chi diamine è? C’è solo uno sparuto passante ma lui non può essere. Lui non ha le labbra unite pronte a fischiettare e non sembra che le abbia appena disgiunte. Ma Causticissima lo ha sentito. Ve lo giura. “Un giorno l’uomo volerà ti dico. Io l’ho visto. Ci sono stato!” Causticissima, smettiamola con queste associazioni mentali.

Di nuovo Causticissima si gira e la musica cessa. Lui cessa. E’ un lui. Magari è una lei che cessa ma secondo Causticissima è un lui. È lui.
Una volta e cessa.
Due volte e cessa.
CessI sempre sul più bello, ma lo fai di proposito? Stai guardando Causticissima? Ti sta divertendo? Però scusa, adesso che abbiamo fatto Udine West side story potevi almeno infilarti un paio di stivali da cow boy e cominciare a ballare a caso per strada. Tanto ormai fatto trenta, facciamo trentuno.

No? Niente? Eh allora è ufficiale, caro il mio cesso di passante, lo fai solo perché hai intuito che Cautissima non sa fischiare!

A presto,
Causticissima.

2 commenti:

  1. Honey, perché questo nome, dirà qualcuno di voi.

    Non è un nome ma un soprannome affibbiatogli da alcune amiche perché di carattere dolce, e si sa, gli opposti si attraggono e così, Honey, navigando nei meandri di internet ha incontrato casualmente Causticissima e se ne è sentito soggiogato. Già, una persona che dalle sue righe appare giovane, colta, dal parlar forbito, che così si definisca appare quantomeno strano, ma vieppiù interessante.
    Che poi si autodefinisca un po’ malata e con allucinazioni acustiche appare ancora più strano, perché in contrasto con una certa, seppure latente, elevata opinione di sé, certamente suffragata dalla altrui considerazione nei propri confronti.

    Honey quindi si è detto: “vediamo di aiutarla a risolvere il mistero, con la sua spiccata perspicacia è riuscita a scoprire gli effetti acustici delle volte, diamole una mano con i fischi !”.
    Dunque Honey ha cercato di immaginare il luogo e la situazione: semideserto, quasi nessuno in vista, il fischio c’è, ma cessa quando Causticissima si gira.
    Soluzione: qualcuno da una finestra o un posto nascosto l’ha vista passare e le ha fischiato dietro come complimento, salvo ad interrompersi quando si è girata, in modo da non farsi scoprire. Eh sì, l’ha vista con i suo portamento felino, i suoi capelli biondi morbidi e fluenti, e…… A questo punto voi penserete che Honey si prodighi ulteriormente in una dissertazione delle caratteristiche anatomiche di Causticissima, ed invece no. Chi l’ha vista avrà sicuramente avuto modo di apprezzarle, agli altri resterà solo il conforto dell’immaginazione.

    Verrebbe anche da dare un suggerimento a Causticissima, che, se non sa fischiare, potrebbe prendere lezioni di fischio da qualche amico, oppure acquistare uno zufolo, e così rispondere all’ammiratore timido incoraggiandolo ad uscire allo scoperto. Anche tra gli uccelli vige l’usanza che il maschio fischia alla femmina, e se questa risponde …. beh, poi si vede.

    Ma, direte voi, Causticissima attira tutti? Sembra di sì, attira i timidi così come i più spigliati ed intraprendenti, quelli che anche con la pioggia avvento si avventano su di lei cercando un incontro futuro.
    La vita è così, a chi tanto ed a chi niente.

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  2. Ciao, Honey, il dolce internauta.
    Che bello poter vagare nella fantasia. Sarebbe meravigliosoo se se Causticissima corrispondesse alla descrizione che ne hai fatto tu ma ricorda che anche alle più caustiche succede di essere "rifiuti organici".

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