venerdì 22 aprile 2011

VIp(Piano+Palazzo)

Causticissima è una donna comodosa.
Comodosa è una parola che causticissima ha inventato per non ammettere di essere pigra anche se quest'ultima ha delle sfumature diverse dal primo termine. Infatti, se secondo il dizionario alla parola pigro troviamo una definizione che recita circa questo: poco propenso a lavorare, a muoversi. Che non ha voglia di faticare, che tende ad evitare ogni impiego. Es Studente pigro, animale pigro. Nel dizionario caustico troviamo quest'altra definizione: di persona poco propensa all'inutile dispersione delle energie, che non ha voglia di faticare senza motivi validi. Es causticissima è una donna comodosa. Insomma sono un po' come le lampadine di seconda generazione: a risparmio energetico, e seguendo questo stile di vita adesso che abito al piano VIp con ascensore chiaramente lo utilizzo, e i glutei ringraziano. I glutei ringraziano lo specchio non sempre...
In ogni caso se voi foste causticissima trovereste l'ascensore un ottimo mezzo per capire le dinamiche sociali. Nel palazzo in cui abito, che per comodità chiameremo VIp, l'ascensore è molto piccolo, contine al massimo 3 persone, e le leggi che lo governano sono quelle della prossemica (http://it.wikipedia.org/wiki/Prossemica). Ma al di là della prossemica quello che mi turba di più è il problema occhi. Quando si è in un ascensore con estranei non si sa mai dove guardare così, per non sbagliare, ci si guarda i piedi, i propri piedi, perchè fissare quelli altrui fa brutto. La casa comunque ha da offrire anche altre opzioni, abbiamo l'opzione fissaggio pavimento, l'opzione pulsantiera e se siete vermente fortunati avete anche l'opzione schermetto in cui leggere in che piano ci si trova. Nel mio ascensore non c'è nessuno schermetto. Bene, chiarito questo l'ascensorata tipo al VIp(Piano+Palazzo) di solito segue questo schema:
  • causticissima entra al 6° piano dei 7 che compongono il palazzo e per questo motivo generalmente si trova da sola
  • Al 4° piano lavora un medico per cui l'ascensore si ferma. La/le persona/e che aspettava/no fissa/no causticissima e le fa/nno spazio in modo che esca
  • Causticissima dice: non scendo. Affermazione che nella maggioranza dei casi spiazza le persone che inizialmente non riescono a darsi motivo di cotale affronto
  • Nel momento in cui realizzano che non è un affronto le porte si chiudono e causticissima deve premere un pulsante perchè si aprano
  • A questo punto l'osservazione ci offre due opzioni:
CASO A: entra una persona che come da copione fissa o il pavimento o le sue scarpe o si guarda allo specchio, di cui il nostro adorabile mezzo è dotato.
CASO B: entrano due persone e qui l'affare si complica.
Caso in cui le persone si conoscono. I due parlano e risolvono il problema sguardo.
Caso in cui le due persone non si conoscono. O tutte e due seguono il caso A oppure solo una delle due segue lo schema A, in tal caso l'altra è sicuramente chiusa in angolo in versione castigo delle elementari: sguardo rigorosamente sui piedi (perchè a fissare le pareti ci si sente un po' stupidi) con la speranza che il tragitto duri il meno possibile.

  • Causticissima sorride perchè trova buffo l'essere umano e le sue logiche.


sabato 16 aprile 2011

L'urlo dentro

Stanotte poco causticismo. Stanotte, come ogni venerdì udinese, non risco a dormire, sarà Daria Bignardi, sarà la tv in sè ma non riesco a dormire. I venerdì sera mi vengono sempre idee per post che poi non pubblico mai. Oggi invece lo scrivo e poi lo pubblico, tiè, perchè è un argomento che mi sta a cuore.

Oggi mi è capitato di parlare con alcune persone (strano eh) e ho capito delle cose, in realtà sono scoperte che faccio spesso ma che non ho mai condiviso con nessuno fino infondo. Ad esempio in Australia ho capito che non sono capace di costruire domande complesse in inglese, interessante, direte voi ,beh per me è lo è. Fare domande è il miglior modo per far capire agli altri che si è interessati a ciò che stanno dicendo col piccolo dettaglio che spesso mi capita di sentirmi un po' invadente...un po' impicciona a farle. Non è che mi piaccia farmi gli affari degli altri ma semplicemente trovo estremamente interessanti le esperienze e le visioni degli altri perchè ognuno di noi affronta le situazioni in maniera un po' diversa. Per me funziona sempre così: prima mi faccio un'idea complessiva della persona, ossia delineo in qualche modo quali sono gli aspetti che mi pare prevalgano in lei e poi cerco di capire le sfacettature chiedendo perchè abbia scelto una determinata "linea d'azione" piuttosto che un'altra. Inutile dire che in un certo qual modo abbiamo gli stessi sentimenti, il problema è che li distribuiamo in maniera differente; ma non voglio dilungarmi troppo su questo argomento che magarì affronterò un altro venerdì udinese.

Vado al punto: Causticissima nota che le persone si sentono sole. Banale, scontato e ritrito vabbè, lo voglio dire lo stesso: sole. E non importa quanti amici abbiano intorno perchè si sentiranno sempre sole, perchè non comunicheranno mai la loro esigenza di essere amati se non sbocconcellando frasi sotto l'effetto di qualche liquore scalda cuore. Per me tante persone hanno l'urlo dentro, urlano ma è come se nessuno le potesse sentire perchè non aprono le porte per poterlo fare. No, non sto parlando in prima persona, io il buco dell'urlo dentro l'ho colmato grazie a tante persone che mi hanno fatto capire di non essere sola e soprattutto che mi hanno resa autosufficiente nel richiuderlo ogni volta che c'è la possibilità che si riapra.

Il fatto è che vedere persone con l'urlo mi fa dispiacere e ogni volta che lo vedo non posso non ricordami del Dalai Lama che per primo mi ha fatto capire che il problema dell'occidentale è la solitudine. E poi mi viene da pensare a perchè le persone si sentono così sole? Se tutte hanno lo stesso problema perchè è così irrisolvibile? Dal punto di vista razionale dovrebbe essere il contrario! Allora é un problema di fiducia nel prossimo? Io credo sia un problema di prospettiva, ed è proprio per questo che sto scrivendo questo post assurdo. Non lo dico troppo forte ma ultimamente sono tendenzialmente serena e vorrei poter rendere tutti sereni e poter dire alle persone che spesso i problemi sono meno gravi di quanto sembrino perchè, secondo la mia modesta esperienza, più si è disponibili verso il prossimo più si è felici. Perchè più si è meglio è, perchè fin che c'è viva il re, perchè non è bello ciò che è bello ma che bello che bello che bello... ah sto divagando? Bon insomma tutta sto smeno per dire: la prossima volta che ti faccio una domanda non prendermi per un'impicciona.. sono solo peteccia.

A presto con episodi con più alto contenuto causticissimo.

domenica 10 aprile 2011

Bella di padella

Convivere è sempre difficile e noi siamo in 5. Cinque donne, e tutte e cinque vescica munite e non c'è verso di perderla eh! Ho la vescica appena sveglia, ho la vescica dopo pranzo, ho la vescica a notte inoltrata in pratica ho la vescica sempre ed ogni tanto per distrare il ventre dallo sforzo del trattenimento mi viene l'istinto di canticchiare una canzone di Elio un po' modificata:

"Nel bagnetto della mia fantasia c'è un fottio di animaletti inventati da me, che occupano il bagno quando sono triste, occupano il bagno quando sono felice, che occupano il bagno quando sono media; che in pratica mi occupano il bagno SEMPRE!"

Se non si fosse capito succede che quando torno a casa, qualsiasi orario sia, il bagno è occupato. Occupato più dell'India inglese, più delle fabbriche con gli operai in sciopero, più della linea telefonica di quella famosa pubblicità "mi ami? ma quanto mi ami? e tanto quanto?" così occupato che tante volte mi stupisco di non sentire "tu-tu-tu" quando busso per capire se c'è qualcuno dentro. Poi ogni tanto ci si mettono anche i vicini che mi tirano una supercazzola, tipo stamattina che come al solito dovevo correre in bagno ma era occupato ed indomita con una certa aplomb mi sono distratta con dello jogurt e dei cereali. Aspetto, aspetto e non esce nessuno... poi vedo la terza ed ultima conqui di quelle rimaste il finesettimana e mi rendo conto che erano i vicini a fare la doccia!

Comunque ci tengo a precisare che il più delle volte non aspetto a vuoto e così aspetto e aspetto "oddio dammi la forza" aspetto, aspetto "non mi scappa la pipì, non mi scappa la pipì, non mi scappa la pipì, non mi scappa.... oddio dammi la forza" "beh sarebbe bello avere il bagno personale" "oddio dammi la forza" e poi puntualmente torna quella stessa idea "CESTINO! la faccio nel cestino.. stavolta la faccio veramente...no dai ho una dignità non posso" e alla fine ho sempre mantenuto alta la dignità e stretta la vescica; anche se adesso come adesso mi sento di averne perso un pochina raccontandovelo! Forse a qualcuno di voi l'ho già raccontato perchè ogni tanto bisogna fare outing, l'importante chiaramente è che tu non faccia outing nel cestino, ok la smetto. Dicevo, con qualcuno di voi ne ho già parlato di sicuro ed ogni tanto ho scherzosamente auspicato all'acquisto di una padella ospedaliera, insomma la versione 2.0 del pappagallo ed infatti ieri sera il fantasma di una padella per amica è tornato a farci visita. Lo scambio di messaggi è stato questo:

"9 e 5, scusa ma il ritardo scorre nelle vene xD"
"tranqui tanto la mia conqui è entrata in bagno a tradimento ed ora mi tocca aspettare..."
"Oddio... il pensiero va alla padella"
"Come non citare dj francesco e il suo futuristico manifesto alla velocità del bisogno: BELLA DI PADELLA!"

Formaggio con la A

Dopo l'indiscusso successo di "il frico con la E" la signora della mensa ha sostenuto la seguente conversazione con uno studente:
Signora: vuoi gli gnocchi?
Studente: si grazie.
Signora: con FORMAGGIA?

Segue risata generale! No, in realtà ho riso solo io... entrambi i protagonisti della vicenda non erano consapevoli dell'epic fail.

Causticissima in Pillole di causticismo

venerdì 18 marzo 2011

Al 150°

Ore 5:45 Oddio adesso mi alzo...solo altri cinque minuti. Tanto devo prendere il treno alle 6:35 per cui ho 50 minuti per prepararmi, la valigia è quasi pronta posso rimanere ancora un pochino a letto. Mmm che bene nel lettino. Aspetta devo anche lavarmi i capelli. Però scusa se devo partire di qui al massino alle 6:10... è tardissimo e devo ancora lavarmi i capelli. Fa niente, lo faccio domani e oggi mi faccio la coda.

Ore 5:46 L'amara scoperta: nuooo ieri sera ho messo l'olio sui capelli!

La giornata del 15o°dell'Unità d'Italia è cominciato così: al cardiopalma. In 20 minuti mi sono lavata e asciugata i capelli e diecii minuti dopo ero fuori di casa.

Del primo tragitto in treno, ossia il Trieste-Milano, vi so dire poco perchè ero così stanca che ho sonnecchiato con la classe che mi contraddistingue: a bocca aperta. Premetto che fortunatamente in media non riesco ad addormentarmi sui mezzi in movimento tuttavia lo ammetto, ho dormito. E' terribile quando i muscoli della mandibola si rilassano nel sonno. Se sei in pubblico succede sempre che quando ti svegli in primo luogo incroci lo sguardo con qualcuno e ti chiedi da quanto tempo è li che ti fissa "Oddio stavo russando o stavo sbavando?" e poi cominci a darti un tono cioè ti sistemi e gli altri percepiscono il tuo imbarazzo. Ah la dignità questo orpello inutile..

Il tragitto Milano-losanna l'ho fatto con accanto una nonna triestina e due donne, rispettivamente mamma e nonna con annessa figlia-nipote di un anno e mezzo. No, non vi sto per dire che la bambina piangeva, echeppallestibambinicheurlano, le due signore erano brave a badare ai suoi pochi capricci ma devo raccontarvi questa. La bimba piangeva perchè era stufa di starsene seduta allora sua madre da un po' di tempo se la stava portando su e giù in corridoio. Tuttavia, essendo prossimi al confine, la polizia transfrontaliera stava cominciando i suoi accertamenti e di conseguenza bisognava sgomberare il passaggio ma la bambina non voleva saperne di sedersi allora è intervenuta la nonna:
"zitta, zitta che arriva la finanza a prenderti come a zio!"

Come "a zio"? ahahah

Comunque vi voglio parlare di altre cose. Il 17 marzo siamo andati ad una serata italiana che si teneva in un casinò ed io e Luomo eravamo in ritardo. La tipa dell'accoglienza ci ha guardati e ci fa:
"ah voi siete i due"
"sì, sì... ci stanno aspettando. A che tavolo siamo?"
"veramente ci avevano detto che non sareste venuti"

Notare che 3 minuti prima ci eravamo sentiti con gli altri per cui era più o meno impossibile che gli avessero detto una cosa del genere ma posso capire, in fin dei conti sono svizzeri e gli svizzeri odiano i ritardatari. Ma andiamo oltre altrimenti vi annoio. Dopo un pippozzo di un tipo dell'unil sulla cultura italiana, in francese ovviamente, cioè fai la serata italiana e parli in francese chiaro... vabbè dopo di lui è salita sul palco Febe di friends in versione italo-francese: uno strazio. Della serie che se avesse cantato "gatto rognoso" sarei stata più contenta e poi tutti impietositi applaudivano, io compresa, perchè bisogna sostenere gli artisti anche quando fanno pietà e poi così loro sono contenti e si levano prima! Ragionamento sbagliato perchè ai copiosi applausi è seguito l'infausto annuncio:
"Normalmente si ferma qui lo spettacolo ma visto che apprezzate ne farò un'altra!"
Ma perchè a me?
"Questa la dedico a tutti perchè l'amore va e viene ma soprattutto viene![...] Gatto rognoso bel gattone puzzi come un caprone"

Ok, ok il testo della canzone non è l'originale e perdonatemene una.

Poi si è palesata una tipa di Belgrado che ha cercato di accattivarsi il pubblico maschile raccogliendo oggetti di continuo scomprendo così il suo amabile deret. Anche lei cantava e nemmeno male solo che aveva un repertorio tristerrimo e l'esibizione non finiva più. Se dovessi fare la sinossi della sua performance userei la frase di uno dei presenti che ha dichiarato:
"Sarà figa ma ha pure rotto il cazzo."

A presto,
causticissima.









martedì 8 marzo 2011

Animal House


Una casa per gli animali, ecco cos'era. A conduzione familiare per giunta. Il proprietario era un sudafricano di origini inglesi che era emigrato in australia e no, non aveva sposato un'australiana ma bensì un'austriaca mentre alla reception c'era una ragazza francese. "Ma com'è che sei finita qui?"
"eh, sono venuta qui come voi a visitare il posto e ho semplicemente chiesto se potevo rimanere!"
Mi correggo, era una Animal Guest House.

Il posto era davvero carino non solo c'erano un'infinità di animali ma il proprietario ci lasciava entrare a dargli da mangiare! Non a lui... agli animali intendo. Allego fotine =)

In primis potete notare un Emu... che io chiaramente ho scambiato per uno struzzo e ho continuato a considerarlo tale fino a quando tornata a casa ho detto a Mauro:
" C'erano anche gli struzzi!
"Come struzzi? Forse intendi Emu!"

Ed è lì che ho realizzato che l'indizio non era poi così celato. Non so se potete apprezzare la foto che ho fatto con le indicazioni sulla localizzazione degli animali avrebbe dovuto insospettirmi la scritta "Emus" ma a mia discolpa la freccia era situata in maniera ambigua. Ok, ok non ho scusanti.
Poi abbiamo due wallabies, la versione tenera e coccolosa del tipico canguro, e il famigerato koala che non siamo riusciti a vedere da sveglio. Tanto per la cronaca quello nella foto era un Koala di 4 mesi.





venerdì 4 marzo 2011

banali pusciate







Della Great Ocean Road sono state scattate molte foto e questo mi ha fatto pensare. Mi ha fatto pensare che voglio bene alla mia macchinina fotografichina (sono io o suona male fotogra-fichina...). Non so quante ne abbiamo viste assieme ma sono tante. Senza di lei le mie passeggiate da sola in giro per l'Australia sarebbero state molto più imbarazzanti, almeno con lei in mano avevo qualcosa da fare, visto che la speranza di conoscere qualcuno mi aveva abbandonata presto. E con lei ho scattato molte foto. Ecco sono più le foto che mi fanno pensare. Cioè la prima cosa che facevo appena arrivata in un luogo era, taaac, foto. E mi veniva sempre in mente quella scena di full metal jacket, quella del giuramento al fucile, solo che per me suonava così:

Questo è la mia foto. Ce ne sono tante come lei, ma questo è la mia. La mia foto è la mia migliore amica. È la mia vita. Devo dominarla come domino la mia vita. La mia foto, senza di me, è inutile.ecc

E quindi ho scattato delle foto che razionalmente potevo banalmente scaricare da internet, foto che tutti quelli che sono stati in quei luoghi hanno, che non hanno nulla di originale se non il fatto che le ho pusciate io. Ma lasciatemi aprire il capitolo pusciata.


Io e LaMadre eravamo appena arrivate ai dodici apostoli, un posto fantastico sulla Great Ocean Road, e chiaramente volevamo la foto, assieme però perchè "dai, non abbiamo nessuna foto insieme". E foto sia. Allora LaMadre si gira e becca un tipo dietro di noi, un italiano sui 50 anni, un tipo x e gli fa:
"Scusi ci può fare una foto?"
"Sure, dove li?"
"Sì, sì!"
"insieme"
"ve la faccio qui?"
"si"ecc

E qui, devo fare un preambolo. LaMadre mi aveva già informata di quegli emigrati italiani che a forza di parlare inglese, col solito accento italianissimo chiaramente, farciscono l'italiano con delle espressioni ibride, ma non me ne ero mai trovata uno davanti. Voglio dire espressioni del tipo:

"Quando vai a melburne (detto proprio come l'ho scritto)"
oppure
"ero nel Casino (detto senza l'accento) e ho visto 'aaabblodybbbitch!"
ecco, non le avevo mai sentite di persona erano la chimera del nuovissimo contintente... una sorta di versione umana del wombat: rara e di cui hai solo sentito parlare. Ma poi mi si presenta sto tipo, che per comodità chiameremo Ufografo, e la mia fame di italiano farcito wombat è stata saziata. Insomma Ufotografo prende in mano la macchina, prima se l'avvicina al naso per osservarla meglio e poi l'allontana sfoggiando la tipica espressione di chi ha problemi di vista. Lo vedo, è lì, è pronto, nessuna incertezza, l'inquadratura c'è, le persone anche, è pronto al tiro, solo una cosa manca:

"dov'è che devo pusciare?"

Ahahha stavo morendo, la crasi push+schiacciare.. favolosa! Come ho fatto a trattenermi dal ridere non lo so!

Comunque la Great è fantastica, è un posto bellissimo con una vista favolosa e poi con la scusa di questa strada ho visto le balene! Cioè dire visto è una parola grossa perchè in realtà ho visto gli spruzzi delle balene che, essendo un tantinello grandi, non erano vicinissime ma erano balene ve lo assicuro.

E sempre con la scusa della great abbiamo anche visitato un piccolo zoo a conduzione familiare anche se in realtà il clima era più quello del giardino di casa con gli animaletti domestici... ma di questo vi parlerò domani stesso blog stessa blogger, sapete già dove pusciare!